|
Ogni
anno in Italia vengono dismessi circa 2,4 milioni di
elettrodomestici , di cui più del 50% è
formato da apparati refrigeranti obsoleti quali frigoriferi,
congelatori e condizionatori .
Visto l’elevata
quantità di frigoriferi sul territorio, oggi
, con più urgenza rispetto al passato , si pone
il problema dello "smaltimento senza contaminazione
ambientale" .
Il frigorifero
, infatti , a differenza di altri elettrodomestici ,
presenta varie problematiche quali :
- I CloroFluoroCarburi
"CFC" dannosi per l’ozono stratosferico
(R12 e R502 contenuti nel circuito di refrigerazione
).
- Il CFC
espandente (R11 contenuto nelle schiume poliuretaniche
espanse).
- Gli oli esausti , inquinati
da CFC , contenuti
nel compressore .
- Interruttori al Mercurio
(presenti nei congelatori).
L’impegno
internazionale per la dismissione dei CFC è ormai
decennale , la prima convenzione di Vienna nel 1985
, seguita da Montreal 1987 , Londra 1990 e Copenaghen
nel 1992 .
L’impianto
di trattamento per il riciclaggio ed il recupero dei
frigoriferi econgelatori , sia domestici che industriali
, è conforme alle attuali normative in materia
di tutela ambientale , le sue caratteristiche e le procedure
di lavorazione permettono di :
- Intercettare e recuperare
i CloroFluoroCarburi
presenti nel circuito refrigerante ma soprattutto
, attraverso impianti appositamente realizzati , con
procedimenti di triturazione in ambiente controllato
, vengono recuperate le maggiori quantità di
CFC R11 presenti , come gas espandenti nelle schiume
di isolamento degli armadi frigo ;
- Ridurre le quantità
di rifiuti destinati alle discariche ;
- Recuperare fin d’ora
materiali riutilizzabili altrimenti destinati all’abbandono
: componentistica , rame , alluminio , ferro .
|